#Antropocene


Dopo più di un anno di lavoro, in questi giorni sono con i miei compagni al Teatro Massimo per le prove di #Antropocene. Oratorio per voci, violoncello solista e orchestra.

Con me ci sono il maestro Mauro Montalbetti che ha scritto le musiche, il rapper Frankie hi nrg-mc che ha scritto i flow e testi rap e il maestro Mario Brunello, che dirigerà l’Orchestra e suonerà il suo magnifico Maggini. E poi ci sono i musicisti delle orchestre che accompagneranno questo spettacolo nei quattro appuntamenti che abbiamo finora previsto: l’Orchestra del Teatro Massimo in questo primo debutto e il Parco della Musica Contemporanea Ensemble a Roma la prossima settimana.
E poi l’Orchestra del Teatro Regio di Torino e l’Orchestra del Teatro di San Carlo di Napoli in primavera.

Solo pochi appuntamenti per un lavoro complesso che non è semplice raccontare in poche righe.

Protagonisti di #Antropocene sono un uomo che cerca di parlare con un operatore di call center a proposito dei disservizi del suo dispositivo mobile e una voce, sempre diversa, che risponde ai suoi ripetuti tentativi di chiamata.

Solo ad un certo punto l’uomo si renderà conto che le voci appartengono tutte alla stessa macchina evoluta e potente, in grado di rispondere a migliaia di chiamate contemporaneamente. Ma non è questo a segnare la svolta nel loro dialogo, bensì ciò che la macchina gli dirà: la rete si sta spegnendo e lui è l’ultimo cliente che ha accesso al servizio. Fuori casa sua sta cominciando una nuova era.

Forse rimpiangerà presto i piccoli dannati problemi di prima. Le cose che rendevano la vita così comoda hanno iniziato improvvisamente ad estinguersi. Lui stesso per sopravvivere dovrà adattarsi a farne a meno.

L’uomo resterà attaccato al dialogo con il suo interlocutore digitale, parlando come farebbero due naufraghi su una zattera, tutto cambierà  in fretta nel giro di una telefonata.

Gli antropòceni, gli abitanti dell’era più cool della storia del pianeta iniziano così, in una escalation tragicomica, la lotta per salvare dall’estinzione non tanto se stessi quanto le cose che gli sono più care.

Il dialogo è contrappuntato da romanze che scandiscono le fasi della “piccola passione” che conduce l’uomo dal suo tranquillo tecno destino a una strada totalmente ignota. Una strada che somiglia a un’evoluzione alla rovescia, a cui di nuovo dovrà abituarsi in fretta.

Visita la pagina facebook Teatro Massimo per un video introduttivo